Agire sulla causa, non sul sintomo
La muffa bianca non è automaticamente innocua
La muffa bianca viene spesso considerata meno preoccupante rispetto a quella scura o nera. Tuttavia, il colore chiaro non è un motivo per abbassare la guardia. Negli ambienti interni, le muffe possono assumere diverse tonalità: dal bianco al giallastro, dal verdastro al rossastro, fino al nero. Per questo motivo, non è possibile identificare con certezza una specie di muffa basandosi esclusivamente sul colore. Anche muffe tipiche degli ambienti interni, come Aspergillus, Alternaria, Cladosporium o Penicillium, possono apparire chiare.
L’aspetto determinante non è la classificazione visiva, bensì la presenza di una proliferazione fungina in un ambiente interno. Inizialmente, la muffa bianca può presentarsi come un sottile strato cotonoso, polveroso o puntiforme. Proprio perché poco appariscente, spesso viene riconosciuta soltanto in una fase avanzata. Un deposito bianco non deve quindi essere sottovalutato a causa del suo colore.
Anche i possibili effetti sulla salute non possono essere valutati in modo affidabile in base alla tonalità. La muffa bianca merita la stessa attenzione di qualsiasi altra infestazione visibile. Anziché limitarsi a coprire la zona interessata o a trattarla con spray chimici, è necessario ridurre in modo duraturo l’umidità alla base del problema. Muffa-DRY utilizza l’asciugatura a infrarossi senza sostanze chimiche e interviene sulla parete umida, affrontando la causa anziché soltanto la superficie visibile.